Panorama mozzafiato a Diamante, scenario incantato per la Kermesse in corso in questi giorni il lungomare adagiato sopra la scogliera lungo la “Riviera dei cedri” ... attore principale il “Peperoncino” e … tutti stregati da sua maestà; cinque giornate infuocate di festa all’aperto, dall’8 al 12 settembre, con degustazioni piccanti, film, spettacoli, mostre, campionati. Il “Peperoncino festival”, giunto alla 12° edizione, è diventato un evento nazionale. Il lungomare in questi giorni è un dipinto sfavillante di colori, tantissimi stand allestiti per le degustazioni di prodotti enogastronomici tipici della calabra terra.
Nel ricco programma anche cinque diverse mostre, interessante quella dedicata alla pittura... “Pennelli piccanti” una rassegna di pittori italiani con quadri ispirati proprio da “sua maestà”, ma altrettanto lo è quella dedicata alle città gemellate quest’anno: Dusnok e Kalocsa, proprio la mitica capitale della paprika. Un’occasione per conoscere la terra Ungara, unico paese a Nord Europa dove viene coltivato diavolicchio. Ed ancora “Peperoncini in fiore” una mostra di piante in vaso e “Centocinquanta volte capsicum”: presentazione di oltre centocinquanta peperoncini provenienti da tutto il mondo. Sono anche in programma convegni medici che parleranno delle innumerevoli proprietà benefiche del peperoncino.
Tra artisti di strada sui trampoli, mangiafuoco, bande musicali, si fa largo il “trenino” in partenza per Maierà, dove all’interno del Palazzo ducale, ha sede il “Museo del peperoncino”, il primo e unico al mondo.
Per sabato prevista la finale del “Campionato italiano mangiatori di peperoncino”, sfida nata dall’antica usanza popolare tra i contadini calabresi “dell’iniziazione”: si veniva ammessi solo dopo i quattordici anni, quando ormai si diventava “uomini veri”, come a suggellare ed a rafforzare la credenza contadina che mangiare piccante equivale ad essere forti. Il primato da battere è di 560 gr. di peperoncino, servito crudo e tagliuzzato, unico possibile abbinamento pane ed olio.
I peperoncini, da noi in Calabria, sono un vero culto, approdati all’inizio del XVI secolo, provenienti dalla Spagna, portati da Cristoforo Colombo di ritorno dal suo primo viaggio in America, è stato anche la sola spezia usata dagli indiani del Cile e del Messico. In Calabria il peperoncino ha trovato il suo habitat ideale e dagli esperti è considerato il migliore. Appartiene alla famiglia delle Solanacee ed al genere Capsicum (dal greco ”kapto”, cioè ”mangio con avidità”). Chiamato nel dialetto locale con il nome di “pipi bruscenti” o “pipareddu”, ossia peperone che brucia, dal sapore piccante, può essere piccolo e conico, sottile e allungato e leggermente ricurvo, piccolo e rotondo come le ciliegie, dai colori diversi nelle varie tonalità del rosso o del verde o del giallo. Fonte di vitamina C, A, E, PP, K2, ma ricchi anche di potassio, lecitina, esperidina e capsaicina (che conferisce il sapore piccante).
Utilizzabile come vero e proprio farmaco, rafforza le difese immunologiche, protegge il nostro organismo da degenerazioni tumorali, essendo uno dei più potenti antiossidanti disponibile in natura. Considerato il “viagra” dei poveri, pare infatti abbia poteri straordinari, quasi sicuramente stimola la produzione di VIP (vasoactive intestinal polypeptide) nell’organismo. Il VIP è implicato nella chiusura delle comunicazioni arterovenose che è all’origine della tumescenza dei tessuti erettili provocando l’erezione nell’uomo e gli analoghi fenomeni nella donna.
Il peperoncino si è immediatamente imposto già nel Seicento per le sue virtù antibiotiche, ma è anche un ottimo ipocolesterolemizzante. Castore Durante, botanico del XVII secolo, lo indicò come rimedio nell’artrosi, nella lombaggine e nella sciatica.
Tanti i leggendari effetti benefici, questi sono solo alcuni ... credo proprio valga la pena provare ... per credere.