La storia di questo cioccolato, si snoda lungo un unico filo conduttore che procedendo storicamente a ritroso, unisce la Sicilia ed in particolare la Contea di Modica alla Spagna e trova infine le sue radici nella meravigliosa civiltà cerimoniale meso-americana, quella degli Aztechi, gli antichi abitanti del Messico.
Durante la loro dominazione in Sicilia, gli spagnoli introdussero la lavorazione del cioccolato così come l’avevano appresa da quel popolo da noi tanto lontano. Questo cioccolato , contrariamente a quanto in seguito avvenne nel resto d’Europa, non passò mai alla fase industriale rimanendo immutato attraverso i secoli. La metodologia di produzione è ancora oggi vicinissima a quella attuata dagli Aztechi alla scoperta del Nuovo Mondo.
Si parte da una massa di cacao (semi macinati) non privata del burro di cacao in essa contenuta. La massa viene riscaldata per renderla semifluida e, ad una precisa temperatura, viene mischiata a zucchero semolato e cannella. Il composto così ottenuto , ancora pastoso, viene mantenuto ad una temperatura che non fa sciogliere i cristalli di zucchero, che rimangono integri all’interno della tavoletta. Dopo avere amalgamato il tutto per mezzo di una raffinatrice, si passa alla fase finale che consiste nel distendere il composto su degli stampi che verranno poi battuti per far sì che il cioccolato assuma la forma desiderata.
La particolare lavorazione ”a freddo” di questo cioccolato, esclude la fase del concaggio (lavorazione effettuata a caldo) mantenendo in questo modo gli aromi che sarebbero altrimenti destinati a scomparire. La forza di questo particolare prodotto è proprio nella semplicità della lavorazione: non viene infatti effettuata alcuna aggiunta in burro o di altre sostanze estranee (grassi vegetali, derivati del latte, lecitina).