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Vogliamo augurare a tutti Voi Buone vacanze con una immagine dello splendido paesaggio Calabrese.
Foto:Chianalea di Scilla (RC)– “Scaro Alaggio” e Palazzo Scategna
Il più antico borgo di Scilla: Chianalea, il suo nome deriva probabilmente da ”piano della galea”. Il nome ”galea” a sua volta deriva dal greco galeas, che significa pescespada, perché la forma di questa nave richiamava tale pesce: essa infatti era lunga e sottile. Chjanalea è il quartiere dei pescatori, fatto di piccole viuzze, strette scalinate, pittoresche fontane. Le case poste più in basso sono lambite dall’acqua marina. Storia e leggenda si sono intrecciate nel corso dei millenni sull’origine del delizioso borgo marinaro, uno dei nuclei più antichi del paese.
Scendendo verso il mare, tra viuzze e scalinate e lungo stradine praticabili solo a piedi, si possono ammirare le caratteristiche abitazioni del borgo dei pescatori unite tra loro da brevi arcate, fontane artistiche, piccole edicole votive, bei portali e un pittoresco scalo di alaggio su cui si affaccia Palazzo Scategna, risalente, probabilmente, al XVIII secolo. L’edificio ha pianta quadrangolare e, contiguo ad un altro edificio, mostra solo tre facciate che denotano ricercatezza ed eleganza. L’ingresso principale, situato su via Grotta, è caratterizzato dal monumentale portale ad arco a tutto sesto sormontato dallo stemma della famiglia Zagari.
Sullo sfondo della foto è visibile la “rupe” ed il castello di Scilla, ritenuto da molti il più bel castello della Calabria, non tanto per la struttura in sé quanto per l’importanza storica e soprattutto mitologica, oltre che per la bellezza del luogo. Il Castello dei Ruffo di Scilla è arroccato su una rupe granitica che si protende verso il mare. Le sue origini sono incerte, secondo alcuni di età sveva, per altri di impianto normanno. Però è logico pensare che la prima fortificazione della rupe risale ai Tirreni, i pirati che la utilizzarono come sicuro nascondiglio dei tanti bottini o ai tiranni reggini che la utilizzarono per combattere tali pirati. Nel corso dei secoli, pian piano, la rupe divenne una valida fortezza. Lo dimostrò nel III sec. a.C. quando, alleata dei romani, offrì una valida difesa respingendo gli assalti dei Punici e dei loro alleati i Bruzi.
Sullo sperone roccioso, vennero edificati, probabilmente tra il IX e XI secolo d.C., il Monastero e la Chiesa dei Padri basiliani, consacrati a S. Pancrazio, che sorgevano all’interno del castello nell’ala occidentale. Il maniero, conquistato dai Normanni intorno al 1060, passò sotto il controllo degli Svevi, degli Angioini e degli Aragonesi. Nel 1533, divenuto proprietà di Paolo Ruffo, fu ampliato e ulteriormente fortificato. Il castello ha una pianta irregolare e contiene corpi di fabbrica risalenti ad epoche diverse. L’ampio portone d’ingresso, in pietra con arco a tutto sesto, è sormontato da un bassorilievo raffigurante lo stemma della Casa Ruffo datato 1543.
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