LIMONE
I LIMONI...CONOSCIAMOLI
Il Limone (dall’arabo limun) è una pianta sempreverde della famiglia delle Rutacee originaria dell’Asia orientale, introdotta nella regione mediterranea dagli Arabi intorno al 1000. È un piccolo albero a foglie alterne, ovate, coriacee, lucide, con brevi spine forti e rigide sui rametti lignificati. I fiori sono isolati, talvolta accoppiati in mazzetti, piuttosto grandi, localizzati all’ascella delle foglie, di colore bianco sfumato di rosso porpora. Il Limone a differenza dell’arancio, che trova diffusione in tutti i Paesi agrumicoli è coltivato principalmente in Italia, Spagna, Turchia, U.S.A., Grecia, Cile, Argentina e Sud Africa. E’ una specie molto sensibile al freddo, al caldo ed all’umidità. Le zone predilette sono quelle costiere della Sicilia, della Calabria e della Campania. A differenza dell’arancio può rifiorire durante tutto l’anno, anche se vi sono varietà più o meno rifiorenti. Una prima fioritura si ha da marzo a giugno dando luogo al limone primo fiore con raccolta in settembre-ottobre ed al limone a frutto autunnale o invernale (marsani, limoni e limoni biacuzzati) con raccolta da novembre a maggio. Una seconda fioritura si ha da giugno alla fine di luglio per dare luogo ai limoni bianchetti (o biancuzzi o maiolini) con raccolta febbraio-maggio. Una terza fioritura, a seguito anche della pratica della forzatura, si può avere da agosto ad ottobre per dare luogo alla fine di aprile ai maggiolini e da maggio a settembre ai verdelli, agli agostani ed ai bastardi. Per semplicità distingueremo due principali produzioni: limoni bianchetti e verdelli. Le prime produzioni dei limoni (o frutto autunnale e invernale) si chiamano primo - fiore. In Italia vengono coltivate numerose selezioni clonali di «Femminello», il «Monachello» ed alcune cultivar locali («Interdonato», «Sfusato amalfitano», «Limone di Massa», ecc.). Tutte le cultivar di limone, ed in particolar modo quelle italiane, si discostano più o meno dal tipo ideale di limone, infatti esse dovrebbero possedere le seguenti caratteristiche: per le piante: un’elevata resistenza al «mal secco», alta produttività, precoce messa a frutto, buona affinità d’innesto con l’arancio amaro (o altri portinnesti), accentuata attitudine alla rifiorenza con fruttificazione distribuita durante tutto l’anno, ampia capacità di adattamento ai vari ambienti. per quanto riguarda i frutti: pezzatura media, forma ovale, regolare e non molto allungata, buccia sottile, compatta, liscia e ricca dì oli essenziali, spicchi aderenti tra loro e sviluppati, alta resa in succo, acidità non inferiore al 6% e assenza di semi. Le cultivar meritevoli di diffusione sono: «Femminello comune», «Femminello comune apireno», «Femminello incappucciato», «Femminello siracusano», «Femminello a Zagara bianca», «Interdonato» e «Femminello Scandurra» Interdonato: E’ un ibrido di origine sconosciuta, diffuso nei luogo di origine (versante jonico messinese) con buona tolleranza al mal secco. La pianta è vigorosa ed assurgente con chioma poco densa, poco rifiorente e foglie: ellittiche-oblunghe, grandi, ottuse, con bordi ondulati. Fiori medio - grandi, più isolati che raggruppati, tendenza all’aborto del gineceo media, polline medio-abbondante. Il frutto è di pezzatura abbastanza grossa, allungato, cilindrico con umbone conico, succo non abbondante. Maturazione precoce (settembre-ottobre). Femminello: Di origine sconosciuta coltivata da epoca remota in Sicilia e da cui attraverso mutazioni gemmarie si sono originate numerose selezioni clonali («S. Teresa», «a zagara bianca», «incappucciato», «sfusato di Favazzina» ( Calabria), «Quattrocchi» «Scandurra») o poco tolleranti al «malsecco» («comune», «siracusano») e con caratteristiche morfologiche e bio-agronomiche più o meno diverse. Attualmente è diffusa soprattutto in Sicilia (Catania, Palermo, Siracusa, Messina) e in Calabria (Reggio Calabria). La pianta è di vigore debole («Quattrocchi»), medio («comune», «a zagara bianca», «apireno Continella», «sfusato di Favazzina»), mediamente elevato («S. Teresa» e «incappucciato») ed elevato («siracusano») con portamento assurgente, espanso («a zagara bianca», «apireno Continella»), o globoso («Quattrocchi»), resistente ai venti, con produttività costante ed elevata., con foglie ellittiche con apice leggermente arrotondato, con picciolo corto e robusto. I fiori sono riuniti a grappoli e singoli, di grandezza media, polline in quantità media, con un’incidenza più o meno rilevante di fiori abortiti e malformati. I frutti, trattandosi di cultivar rifiorente, caratteristica che si mantiene costante anche nelle varie selezioni clonali, si distinguono, nell’ambito delle produzioni che si verificano durante l’annata, limoni o frutti invernali (dalla metà di settembre al maggio successivo), bianchetti (da febbraio a maggio), maggiolini, verdelli agostani e bastardi (dalla fine di aprile a settembre). Le prime produzioni di limoni denominate primofiore, raggiungono quotazioni tanto più elevate quanto più la raccolta è precoce. I frutti sono di pezzatura media un po’ in tutte le cultivar e soprattutto per limoni e verdelli, con la sola eccezione della qualità «Continella» per la quale essi sono di piccola pezzatura. Nell’ambito delle varie produzioni i bianchetti sono di pezzatura più elevata (da medio-grossi a grossi). La superficie della buccia è a grana fine o finemente papillata un po’ in tutte le selezioni, a grana media e grinzosa nella qualità «S. Teresa», di colore giallo nei limoni, giallo chiaro nei bianchetti e verde scuro nei verdelli. La buccia va da sottile a media nei limoni e nei verdelli, spessa nei bianchetti e in ogni caso sottile nella «Continella». La base è arrotondata nei limoni e nei verdelli, di solito troncata nei bianchetti. La polpa molto succosa nei limoni, mediamente succosa nei bianchetti e nei verdelli, anche se tutte le produzioni sono molto succose in «Continella» e in «Scandurra». L’acidità è in ogni caso più elevata nei limoni, meno nei bianchetti ed ancor meno nei verdelli. Semi abbondanti un po’ in tutte le selezioni, pressoché assenti nella qualità «Continella» e «Scandurra». S/A = 1,1-1,36, più elevato nei bianchetti che nelle altre produzioni. Persistenza del frutto maturo sulla pianta elevata.
Beatrice
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