Come in tutti i popoli contadini, anche in Calabria si usava consacrare le primizie alle divinità.
Le feste pagane ereditate dal mondo greco-romano sono state sostituite dalle festività cristiane e ancora oggi in molti paesi sono vive le antiche consuetudini, molte delle quali si sono mantenute grazie alla tradizione gastronomica.
I fuochi rituali accesi in onore di Santa Lucia, soprattutto fra le comunità di pastori calabresi, che con danze mimiche di antichissima origine, al suono della zampogna, attraversano le fiamme dei falò. Usanza caratteristica della festa è la distribuzione di fichi secchi ai poveri.
I fichi “dottati” del cosentino, solo i migliori, raccolti in calde giornate di agosto vengono aperti, senza staccare il picciolo, e posti ad essiccare, rigirati più volte, aromatizzati e farciti con scorrette di arancia e cedro a pezzettini canditi, noci e mandorle.
Quattro fichi vengono sovrapposti e chiusi a forma di crocette, dopo la pressatura vengono disposti in teglie di latta e cotti al forno, e aromatizzati con polvere di cannella o di garofano.
Ingredienti: Fichi varietà dottato, mandorle, arancia, sciroppo di zucchero, aromi.